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Lattari |
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| I Monti Lattari |

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Un parco, un luogo, dove cultura e natura si compenetrano.
Su questa dorsale montuosa, che si allunga dalla sella di Cava dei Tirreni alla Punta della Campanella, può essere individuato il luogo di nascita della gloriosa Repubblica Amalfitana. La storia riferisce di un gruppo di profughi marchigiani , strappati dai romani in massa ai loro territori di origine e trasferiti su queste montagne per contenere e disperdere la loro opposizione. Essi crearono i primi insediamenti, ricavando dai boschi, di cui i Lattari erano interamente coperti, i piccoli campi coltivati, periodicamente fertilizzati dalle eruzioni del Vesuvio. La costa, quanto mai invitante, era destinata a diventare famosa, in tutto il mondo, sotto il nome di Penisola Sorrentina per il versante che si affaccia sul Golfo di Napoli e Costiera Amalfitana per quello sul Golfo di Salerno.
Il fascino di questi monti merita particolare attenzione. Di non comune essi hanno già il nome: Lattari. E il pensiero scivola su pascoli salubri e ubertosi, su mucche feconde e generose, su fiumi di trasparente genuinità; non per niente la leggenda parla di canali costruiti lungo i fianchi della montagna a creare una sorta di condotta lattea per la distribuzione del prezioso alimento. |
| Le cime più importanti della giogaia sono S.Maria del Castello, dal nome di una chiesa, Monte Cappullo, scabro e impraticabile, Monte Conocchia, dalla forma simile all'antico attrezzo per filare la lana, Monte Faito, per i tanti faggi, teatro di aspri combattimenti tra Goti e Bizantini. Fra tutti giganteggia il Monte S.Angelo a tre pizzi, denominato da Stazio Lattario per gli squisiti latticini che vi si producevano. |

Tutto l'anno. |

Comunità Montana Penisola Amalfitana. Tel. 089.87.63.54
Furore Inn Resort. Tel. 089.83.04.811/ www.furoreinn.it |

In auto: Da Napoli A3 uscita Castellammare, da Salerno SS163, deviazione per Tramonti o Furore Agerola
In treno: F.S. Napoli centrale o Salerno |

Scacciato dalla Madonna sulle colline di Positano e costretto a bucare una roccia, a fare un pertugio, Montepertuso, per darsi alla fuga, Lucifero, ripara in quel di Furore, Paese tranquillo aggrappato sui fianchi della costa amalfitana. E qui, riferisce l'adagio, fu accolto ancora una volta malissimo: Sulla via del ritorno all'inferno, si fermò per fare un bisogno. Fatto che l'ebbe cercò una foglia per pulirsi. Raccolse una foglia d'ortica e...vi lascio immaginare!... Furore feroce, mala acqua, mala gente, pure ll'evere è malamente! Così gridando battè un piede per terra e squagliò. La pedata lasciò un segno indelebile sulla roccia nuda e lasciò il nome al luogo. |

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