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P. Diamanti

Il Palazzo dei Diamanti
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Nel 1492 a Ferrara iniziarono i lavori del colossale ampliamento della città voluto dal duca Ercole I su progetto di Biagio Rossetti. Nuovi quartieri sorsero a nord di quelli medievali, strade larghe e luminose si intersecarono a creare la prima città moderna d'Europa. Al centro, sull'importante incrocio chiamato Quadrivio degli Angeli, sorse il palazzo di Sigismondo d'Este, fratello del duca. Più di 8000 bugne a forma di piramide (o di diamante) coprono ancora oggi le due facciate, donde il nome. La Pinacoteca Nazionale, che ha sede al piano nobile del palazzo, offre uno straordinario panorama sulla pittura di Ferrara dal medioevo al sec. XVIII. I primi secoli sono illustrati da grandi affreschi staccati, fra cui l!=imponente Trionfo di Sant'Agostino di Serafino da Modena. La grande Officina Ferrarese è rappresentata dal suo maestro, Cosmè Tura, oltre che da Ercole de' Roberti, Vicino da Ferrara, Michele Pannonio. La Musa Erato e la Musa Urania, di autore incerto, provengono dal celebre Studiolo del marchese Leonello nel palazzo Belfiore. Il '500 è rappresentato dal grande genio del Garofalo, maestro del classicismo, presente con numerosissime opere di grande fascino, fra cui la splendida Pala Costabili, eseguita assieme a Dosso Dossi. Il fine secolo è invece rappresentato dal Bastianino e dalle sue opere che, da una michelangiolesca fisicità, passano, nella tarda produzione, alla luce rarefatta e filacciosa. Fra gli altri autori presenti, ricorderemo Vittore Carpaccio, l'Ortolano, il Manieri, il Panetti, il Coltellini, il cosiddetto Maestro degli Occhi Spalancati e tanti altri.


Tutto l'anno.


I.A.T. - Informazioni e Accoglienza Turistica Castello Estense - Ferrara
tel. 0532.20.93.70 - fax 0532.21.22.66
E-mail: infotur2@provincia.fe.it


in auto : A13
in treno : F.S. Ferrara


Nei paraggi irrinunciabile é la visita a Casa Romei, edificata a cavallo fra il '300 e il '400, epoca avventurosa in cui le fortune con facilità si creavano e si disfacevano. Così accadde a Giovanni Romei, un po' mercante, un po' banchiere e un po' avventuriero: egli conobbe più volte i rovesci della fortuna, ma trovò sempre la forza di rialzarsi e raggiungere i gradi più alti della scala sociale. Sulla via di San Francesco si fece costruire allora una casa che rendesse merito alla sua dignità. Chi oggi la visita resta subito colpito dall'armonico cortile d'onore, frutto dell'unione di elementi medievali e rinascimentali. Il tutto è dominato da un grande monogramma di Cristo in terracotta, di disegno molto elegante, appartenente all'epoca in cui, morto il Romei, la casa entrò a far parte dell'adiacente Monastero del Corpus Domini. Al piano terra, le stanze conservano la decorazione gotica originale: nella Sala delle Sibille, figure femminili, con in mano i cartigli delle profezie, corrono tutt'intorno, stagliandosi contro il verde di una grande siepe.




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