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Manzoni |
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| Lecco e il Manzoni |

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Lecco, nel Seicento gran borgo che si incammina a diventar città, è oggi capoluogo di provincia e sede universitaria. Città moderna, dinamica, ha saputo mantenere intatto il legame con il Manzoni dei Promessi Sposi . Ed è lì ad accoglierci, sempre alle falde di due monti contigui, l'uno detto di San Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega.
Al centro della piazza troviamo il monumento dedicato allo scrittore, raffigurato seduto nel suo scanno in atto meditativo. Il basamento in granito rosso di Baveno accoglie tre magnifici altorilievi che rappresentano rispettivamente il rapimento di Lucia, la morte di don Rodrigo al lazzaretto, il matrimonio dei Promessi. Proseguiamo la visita recandoci al Caleotto, nella residenza che fu dei Manzoni fino al 1818. Il nobile Pietro, padre di Alessandro vi abitava quando sposò Giulia Beccaria. Anche Alessandro, pur senza continuità, vi dimorò. |
| Dal Caleotto raggiungiamo rapidamente Pescarenico. Volgendo lo sguardo dalla parte opposta appare quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, immagine di apertura del romanzo.
Ancora a Pescarenico, era situato il Convento dei Cappuccini, del padre Cristoforo per intenderci. Ora rimane poco e quel poco è presso la parrocchiale dei santi Maerno e Lucia. |

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Azienda Promozione Turistica del Lecchese
tel. 0341.36.23.60 / info www.aptlecco.com
anche per visite guidate |

In auto: SS36. In treno: F.S. Lecco. |

Portandoci a piedi verso il fiume, dov'era un tempo la foce del torrente Bione, possiamo rivivere uno dei momenti di più intensa emozione.
I passeggeri silenziosi, con la testa voltata indietro, guardavano i monti, e il paese rischiarato dalla luna e variato qua e là di grand'ombre... Siamo nel punto dell'accorato: Addio, monti sorgenti dall'acque... Addio, casa natìa... Addio, casa ancora straniera... Addio, chiesa... addio! |

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